San Zeno


San Zeno era di origine africana, a quanto sembra della Regione della Mauritania o forse di Cartagine, é per questo che lo vediamo con la faccia nera (il vescovo "moro"). É l’ottavo pastore della diocesi di Verona.

L’episcopato di San Zeno cade tra il 362 e il 372 circa. Alcuni autori sono dell’opinione che il governo episcopale di Zeno si sia esteso fin verso il 380.

Con San Zeno la sede del l’episcopato, che si trovava probabilmente nella zona de San Procolo- dove erano stati sepolti tutti suoi predecessori- venne trasferita all’interno della cittá : ció anche a seguito del riconoscimento che la nuova religione aveva ottenuto a livello politico.

Fortunatamente ci sono pervenuti 94 sermoni nella Biblioteca Capitolare, alcuni curati nello scritto dallo stesso Santo. É l’uno dei principali Padri della Chiesa dell’Italia settentrionale.

Dei suoi miracoli possiamo citare testi medievali che ci offrono interessanti informazioni dove si puó sottolineare il continuo conflitto che oppone il santo vescovo al demonio, e la conseguente Vittoria del Bene sul Male.

Un primo miracolo molto noto é quello che narra al santo, mentre pescava sull’Adige poco lontano dalla cittá di Verona e alzando gli occhi vide di fronte a sé un uomo su un carro coi buoi aggiogati, che sprofondava nel fiume; e tanta era la rapiditá con cui veniva trascinato,che a tutti fu evidente che si trattava di un intervento diabolico. Allora San Zeno alzó in alto la mano, fece piú volte il segno della Croce, e disse:

"vade retro Satana, non uccidere questo uomo che Dio ha creato!". Appena il diavolo vide quel segno, svani come fumo.

Abbiamo anche il resoconto di uno straordinario miracolo compiuto, post-mortem, da San Zeno: durante la sua festa sulla riva dell’Adige nel quale sappiamo era stato sepolto il corpo del Santo, improvvisamente a causa di una piena, l’acqua del fiume sali fino alle finestre, anzi fino al tetto della Basilica E benché le porte di questa fossero aperte, l’acqua non entró e ostruí la porta della chiesa come se avesse la soliditá di un muro che c’era dentro, vedendo questo fatto grivada preso del panico, Ció era accaduto per mostrare y meriti del Santo; l’Adige si ritiró come inseguito dai nemici, e abbandonó l’assedio.

Come vediamo y meriti di San Zeno furono grandissimi, e di lui scrive lo storico Cipolla che "rimase famoso non solo per le sue azionievangeliche e per la sua santitá, ma anche per la sua dottrina."

Il vecchio detto popolare: "San Zeno che ride e paparéle calde" riflette l’antica usanza di festeggiare con pranzi in famiglia, anche nelle case piú modeste, la festa del Santo, pranzi nei quali non mancano le "paparéle"come non mancheranno il prossimo 13 aprile e potremo dire con Barbarani: "San Zeno che ride e paparéle calde:questo l’é el gonfalon dei Sanzenati".